La sfida alla Troika delle tirannie

5 MAG 19
Ultimo aggiornamento: 00:13 | 6 MAG 19
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Finora, né le manifestazioni di massa né la miseria economica hanno fatto cadere il dittatore venezuelano Nicolás Maduro”, scrive l’Economist: “Ora il presidente Donald Trump aggiunge un’altra arma da combattimento: le vertenze contro Cuba, il principale sostenitore di Maduro. Dopo il 2 maggio, ne arriveranno parecchie. Trump ha consentito ai cittadini americani di chiedere i danni alle aziende straniere che hanno usato le proprietà requisite dopo la rivoluzione del 1959. Questa mossa fa parte di una serie di misure per spodestare la ‘troika della tirannia’; questa è l’espressione con cui John Bolton, il consigliere alla sicurezza nazionale di Trump, si riferisce ai regimi di sinistra a Cuba, in Venezuela e in Nicaragua”. I predecessori di Trump avevano sospeso la norma che avrebbe consentito agli americani di fare questo genere di ricorso contro Cuba. Ma lo scorso 17 aprile il segretario di stato, Mike Pompeo, ha annunciato la rimozione del blocco. Lo stesso giorno, Bolton ha annunciato altre azioni ostili contro il “triangolo del terrore”, i cui leader – Maduro, Daniel Ortega in Nicaragua e Miguel Dìaz-Canel a Cuba – ha etichettato i “tre fantocci del socialismo”. “Defenestrare Maduro e terminare il comunismo a Cuba sarebbero dei trionfi”, scrive l’Economist. “Bolton vede in prospettiva ‘il primo emisfero completamente libero nella storia umana’. Maduro fa affidamento sulle spie cubane per avvertirlo delle trame contro di lui. Cuba acquista il petrolio venezuelano a un prezzo basso, e questo ha tenuto in piedi l’economia e ha colmato il vuoto causato dal collasso del suo ex benefattore, l’Unione sovietica. I due regimi dipendono a vicenda, e le sanzioni indeboliscono entrambi, secondo Bolton”. L’economia dei due paesi è alle corde. I venezuelani non hanno da mangiare e scappano via dal paese, e il regime invia a Cuba sempre meno scorte di petrolio. Ora il timore di vertenze può congelare gli investimenti stranieri. “La linea dura è popolare con la base di Trump, specialmente in Florida, uno swing state decisivo dove si trovano molti emigrati cubani e venezuelani. Ma ciò che è apprezzato a Miami può riscuotere meno successo a Madrid o a Montreal. L’Unione europea e il Canada hanno reagito male alla modifica, chiamandola una ‘violazione del diritto internazionale’ e minacciando delle ritorsioni”. Molte aziende che hanno investito a Cuba non sono contente. Gli Stati Uniti hanno riconosciuto 6 mila vertenze per le proprietà requisite, per un valore stimato di 8 miliardi di dollari. Tuttavia, queste sanzioni potrebbero complicare gli sforzi di Trump per spodestare Maduro. L’attivismo del presidente in America Latina evoca il ritorno della Guerra fredda, quando l’America aveva un ruolo molto assertivo nella regione. I sostenitori di Guaidó continueranno a stare dalla sua parte, ma potrebbero allontanarsi dalla posizione dell’America e avvicinarsi agli sforzi europei per negoziare una transizione democratica con Maduro. “Una divisione nella coalizione può valere la pena se Maduro abbandona il governo – conclude l’Economist – Ma è improbabile che ciò accada. La vita a Caracas è terribile ma non è peggiorata dopo che gli Stati Uniti hanno inasprito le sanzioni sul petrolio”.